Poker: strategia per principianti ed esperti

Introduzione alla strategia per giocare a poker

Nei capitoli precedenti sono state trattate le basi del poker, le sue varianti e le regole di base del gioco: è arrivato il momento di iniziare a definire le migliori strategie per giocare! In questo capitolo, infatti, la guida di StarCasinò ai giochi da casinò ti fornirà tutte le nozioni utili per portare avanti una partita a poker con successo, dalla gestione del denaro alla strategia migliore prima e dopo la scoperta delle carte, presentando anche una serie di trucchi poker e dritte utili per i principianti. Per concludere, scoprirai anche l’importanza dell’aspetto psicologico per questo gioco, a partire dalle mosse più facilmente prevedibili fino alle differenze tra i vari tipi di giocatori. E, alla fine del capitolo, potrai mettere alla prova le tue conoscenze rispondendo al quiz riassuntivo!

Trucchi per principianti

Il punto di partenza ideale per capire come si gioca a poker è sicuramente lo studio: dopo aver compreso bene regole, metodo di assegnamento dei punti di poker e particolarità della variante alla quale si è scelto di partecipare sarà sicuramente più facile ottenere ottimi risultati e vincere a poker online o dal vivo. Osservare le partite di giocatori esperti è perciò il modo più veloce ed efficace per capire le dinamiche del gioco, oltre che per guadagnare esperienza. Il secondo consiglio per un principiante che si avvicina al poker, è quello sempre valido di moderare al meglio la propria gestione del denaro: non avere paura di mettersi alla prova, ma nemmeno lanciarsi in puntate sconsiderate per “capire come si gioca a poker”.

Ecco dunque le manovre chiave che ogni principiante dovrebbe adottare per migliorare la propria abilità di gioco in maniera rapida e che verranno spiegate dettagliatamente nei prossimi paragrafi:

Fare puntate piccole ed equilibrate.

Entrare in gioco se ha delle carte con probabilità perlomeno discrete.

Imparare a non farsi trarre in inganno dagli atteggiamenti degli altri giocatori.

Come gestire il denaro a poker

La gestione del proprio denaro a poker, nota in inglese come bankroll management, è un elemento fondamentale della strategia di gioco, nonché del gioco stesso. Conoscere il gioco significa conoscere il modo migliore per vincere a poker e per poter partecipare è ovviamente necessario rimanere nella partita in corso, con un budget a propria disposizione che consenta di ottenere dei risultati soddisfacenti. Come negli altri giochi da casinò in cui c’è da gestire una cifra, ad esempio la roulette o il blackjack, il consiglio migliore è quello di non investire mai oltre la metà del proprio denaro in fiche alla prima giocata, anche se si pensa di avere un’ottima mano. In questo caso, infatti, entra in gioco anche il fattore psicologico, come verrà meglio analizzato nei capitoli successivi, e anche una vittoria “certa” rischia di trasformarsi in una sconfitta sonora. L’ideale è procedere per piccoli passi e regolare le proprie puntate, in modo da contenere eventuali perdite e, soprattutto, di continuare a ottimizzare le proprie giocate: solo così si potrà impostare una strategia per professionisti sempre più dettagliata.

La strategia pre-flop

Tra le fasi di gioco, quella del pre-flop corrisponde al momento in cui le prime tre carte non sono ancora state poggiate sul tavolo: da come si danno le carte a poker dipende buona parte della partita e in questo momento delicato i giocatori alla sinistra di chi riveste il ruolo del big blind (grande buio) iniziano a fare le proprie puntate, decidendo perciò se entrare o meno in gioco in base alle proprie carte. È questa la fase che decide il destino della propria giocata: bisogna valutare attentamente le carte in proprio possesso, tenendo conto quali potrebbero essere gli sviluppi possibili e considerando con attenzione le eventuali manovre degli avversari. Un altro fattore da considerare per capire come giocare a poker quando non si è più alla prima mano e si è iniziato a conoscere lo stile di gioco degli altri giocatori è il comportamento dei presenti al tavolo: è possibile valutare cosa fare ricordando l’andamento delle mani precedenti e le scelte fatte dai vari giocatori quando sono stati serviti con ottime o pessime mani, per ipotizzare l’andamento della mano in corso.

La strategia dopo il flop

Una volta scoperto il flop, ogni giocatore ha già compiuto la propria scelta:

  • call: il giocatore è entrato in gioco giocando l’importo del grande buio;
  • fold: il giocatore ha scelto di passare la mano;
  • raise: il giocatore è entrato in gioco rilanciando almeno il doppio dell’importo del grande buio.

A questo punto ci si può trovare di fronte a varie scenari: la prima cosa da fare è valutare la situazione al tavolo. Può capitare, infatti, di essere già in possesso di quella che in gergo viene chiamata “made hand”, la mano migliore: doppia coppia, tris, scala e colore sono tutte mani forti che se ben giocate possono portare a vincere a poker in maniera soddisfacente. In via di “sviluppo” invece vengono considerati i “draw”, delle mani incomplete, che potrebbero però migliorare i punteggi poker con la presenza di una carta utile sul tavolo, in modo da completare al meglio le proprie combinazioni. Considerate queste due evenienze, è possibile scegliere come giocare anche se, in linea di massima, alcune regole sono sempre valide:

evitare di trovarsi in situazioni marginali o sfavorevoli;

giocare attivamente è sempre meglio che non partecipare;

gestire il bankroll in maniera efficiente consente di giocare meglio e più a lungo.

Poker: come ottenere la mano migliore
Come fare la mano migliore a poker

L’importanza della psicologia nel poker

Nei capitoli precedenti è stato accennato, ma non c’è nessun appassionato di gioco che non ne sia già al corrente: la psicologia gioca un ruolo chiave nel poker, che si tratti di Texas Hold’em o delle altre varianti. Per psicologia in questo campo si intende la serie di reazioni, ipotesi e atteggiamenti più o meno involontari che portano ad agire in un modo piuttosto che in un altro durate una partita. Quando si considera la propria mano, ad esempio, è fondamentale ragionare in maniera razionale: se la propria mano è bassa, si corre il rischio di lasciarsi influenzare negativamente dalle proprie carte, mentre se si è in possesso di una buona mano il pericolo è quello di giocare sbadatamente certi della propria vittoria e ritrovarsi poi a fare i conti con una situazione ben diversa da quella immaginata. Quando si pensa agli altri giocatori, invece, è utile ipotizzare che anche loro siano impegnati nel giudicare contemporaneamente la propria mano ma anche gli atteggiamenti altrui, tentando di decifrare le tue azioni per capire che tipo di giocatore sei o perlomeno che carte hai a tua disposizione. È in questo momento che entra in gioco uno degli atteggiamenti più diffusi nel poker: il famoso “bluff”, ossia far credere agli altri di avere determinate carte o di agire in un determinato modo rispetto a ciò che si ha realmente a propria disposizione. Non si tratta di mentire spudoratamente o dichiarare il falso, bensì di mascherare le proprie reazioni emotive in funzione della strategia di gioco!

Poker: il draw piú comuni
Semibluff: quando si ha qualche possibilità di vincere, ad esempio con un draw.

Come diventare un “bluffer” di successo?

Il modo migliore per portare avanti un bluff è puntare anche se si ha a disposizione una mano inferiore a quelle degli altri, in modo da scoraggiare gli altri giocatori, o l’esatto contrario. Il bluff si divide in tre categorie principali, fondamentali da padroneggiare e da non temere di usare per essere un buon bluffer:

  • bluff puro: è una manovra aggressiva, giocata anche se si sa già che sarà improbabile vincere, unicamente per scoraggiare gli altri giocatori;
  • semibluff: avviene quando si ha qualche possibilità di vincere, ad esempio con un draw. Anche in questo caso serve a fingere di avere una mano migliore;
  •  bluff passivo: è il contrario del bluff puro, giocato con carte e con punteggi poker vincenti. Si usa per far credere agli altri giocatori che le proprie carte siano deboli, in modo da far aumentare il valore del piatto e riscuotere una buona cifra al momento della vittoria.

Come interpretare le mosse degli altri giocatori

Quando si ha confidenza con il gioco e le sue dinamiche, è possibile concentrarsi anche sull’analisi delle mosse degli altri giocatori senza perdere la concentrazione relativa alla propria mano. L’atteggiamento di gioco si distingue in due grandi tendenze:

  • gioco loose: è uno stile di gioco più “generoso”, in cui il giocatore punta spesso e rimane in gioco.
  • gioco tight: è un approccio più conservativo rispetto al loose, i giocatori che lo adottano tendono a puntare di meno e a non entrare in gioco se non sono certi del potenziale esito della mano.

I bluffer più abili sapranno simulare una mano vantaggiosa (o svantaggiosa!) in entrambe le evenienze, praticando quella che viene definita in inglese “deception” e che indica a tutti gli effetti “l’inganno” portato avanti dai giocatori per evitare che gli altri possano individuare degli schemi di gioco ricorrenti nelle loro reazioni, in base alle mani di cui dispongono.

I tipi di giocatori di poker più diffusi

Non solo strategia e psicologia: oltre al costante miglioramento delle proprie abilità e conoscenze è bene imparare a distinguere anche lo stile di gioco degli altri giocatori, proprio come in qualsiasi altra partita di sport diversi. Negli anni gli studi su questo gioco e sui suoi appassionati sono riusciti a delineare otto categorie principali di giocatori di poker: ecco quali sono, con le rispettive nomenclature mutuate dallo stile di gioco adottato e con i propri nomi derivanti dall’inglese.

  • giocatore loose aggressive: resta spesso in gioco ma è poco abile, anche se tenta diverse manovre;
  • giocatore loose passive: rimane in gioco ma è passivo e si scopre poco;
  • giocatore tight aggressive: gioca in maniera esperta, non si scopre ma sa interpretare bene il gioco degli avversari;
  • giocatore tight passive: non resta volentieri in gioco, a meno che non abbia carte eccellenti;
  • giocatore donk: è un dilettante, molto probabilmente alle prime armi. Da qualche parte bisognerà pur partire per imparare;
  • giocatore maniac: predilige uno stile di gioco aggressivo, ricco di rilanci e bluff;
  • giocatore calling station: va sempre a vedere le puntate, spesso non è affatto abile nel gioco e nell’accumulare punti;
  • giocatore rock: conosce bene le regole e sa giocare in maniera dinamica e versatile, è la tipologia di giocatore più complessa da battere.

Testa le tue conoscenze sul poker

Al termine di questo capitolo dovresti aver imparato tutto sulle strategie e i personaggi che caratterizzano il gioco del poker online e tradizionale: mettiti alla prova rispondendo correttamente alle domande del quiz riassuntivo!