Rayden: il rapper diventato pokerista
Quanto è facile il passaggio dal rap al poker? Bisognerebbe chiederlo a Rayden, alias Marco Richetto, nato rapper e trasformatosi col tempo in giocatore di poker. Per lui il poker non ha rappresentato solo un gioco, ma un faro in un periodo piuttosto buio della sua vita, almeno professionalmente parlando.
Inizialmente si alternava tra i freestyle ai concerti ed i freestyle ai tavoli da poker. Le due attività però col tempo iniziavano a farsi troppo pesanti e così ha scelto di percorrere la strada del poker. Scelta decisamente azzeccata se si dà uno sguardo a Sharkscope, il sito di statistiche di poker online che dà una panoramica sulle vincente e sull’andamento dei vari giocatori.
Ebbene, guardando gli ultimi periodi, la curva delle vittorie di Rayden è decisamente in salita. Non ci resta che conoscere meglio la storia di Rayden, il rapper diventato pokerista.
Il poker come ancora di salvezza per Rayden
L’incontro con il poker avvenne del 2016, che coincise con un anno piuttosto buio da un punto di vista professionale per Rayden. In quell’anno l’artista pubblicò il suo ultimo disco per l’etichetta di Fedez e J-Ax, ma proprio in quel periodo esplose il fenomeno Rovazzi.
“É un po’ come se ti trovi a essere il più forte del mondo a cricket– spiega ironicamente ed un po’ mestamente Rayden- quando tutti hanno occhi solo per il calcio: non c’è nessuno che ti si fila”. Insomma il disco del rapper fu un vero buco dell’acqua e subentrò un po’ di sconforto.
Fu proprio in questo periodo che fece capolino il poker, un gioco che il rapper conosceva a stento. Le poche conoscenze che aveva sul poker le apprese dai programmi che guardava in tv. Iniziò pian piano a svilupparsi questa passione per il poker che col tempo crebbe sempre di più.
I due incontri che hanno svoltato la vita di Rayden
Rayden si è specializzato soprattutto nel Texas Hold’em, la variante di poker più amata in assoluto. Non andava particolarmente bene ai tornei, meglio agli Spin grazie ai quali si è fatto le ossa. Il primo incontro che ha rappresentato la svolta per la sua carriera si è verificato però ad un tavolo finale di un torneo, cioè con Nicolò Serlenga che, incuriosito dal nome, gli chiese se fosse davvero il rapper.
Al tavolo finale Serlenga disintegrò Rayden, ma dopo lo contattò su Facebook dicendogli che era un suo fan e che era andato a vedere due suoi concerti. Da lì nacque una bella amicizia e Rayden divenne un allievo di Serlengo che gli insegnò le basi del poker.
In seguito ci fu un altro incontro molto importante per Rayden, quello con Simone Speranza. Il rapper chiese al giocatore delle lezioni di poker, diventando così un suo allievo.
Poker o rap? La scelta di Rayden
Nel 2019 Rayden ha percorso parallelamente la strada del rap e del poker, ma non è stato affatto facile. Dopo un concerto Rayden si dedicava ai tornei, ma sia il fisico che la mente iniziavano ad accusare i colpi, tant’è vero che finì l’anno in perdita.
Nel 2020 il rapper si è concentrato maggiormente nel poker e, grazie al coaching sempre più inteso, ha portato a casa vittorie importanti, tra le quali un evento delle Winter Series. Rayden adesso ha in testa di diventare un giocatore pro e ci sta mettendo anima e corpo per riuscirci.
Ben presto potrebbe approdare ai tornei di poker in diretta tv e, per uno abituato a stare sotto i riflettori, non dovrebbe essere certo un problema. Il rap per il momento è stato messo in un cassetto, pronto però a tornare in scena se la vena artistica di Rayden dovesse risvegliarsi.
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