Zecchinetta: come si gioca e quali sono le regole
La zecchinetta forse non è uno dei giochi d’azzardo più famosi in assoluto, ma ha avuto una grande diffusione a Napoli, dove era molto praticato nel XVI secolo. Inizialmente si utilizzavano 3 mazzi di carte francesi, privati dei jolly e di tutte le altre carte da 2 a 6.
Il gioco si è poi evoluto e nella versione moderna si gioca con un mazzo italiano da 40 carte. La zecchinetta ha origini molto antiche e curiose quindi, prima di conoscerne le regole, facciamo un salto nel passato per capire come è nato.
Le origini della zecchinetta
Il nome zecchinetta trae origine dai Lanzichenecchi, soldati mercenari tedeschi che nel XVI secolo scendevano in guerra per il signore che li pagava meglio. Anche il Regno di Napoli, soprattutto durante il periodo vicereale, fece spesso ricorso ai Lanzichenecchi che davano vita a furiose battaglie con i mercenari svizzeri.
Ebbene nel Regno di Napoli, soprattutto presso le taverne tra bagordi e gozzoviglie varie, i soldati si divertivano a giocare alla zecchinetta. Ben presto anche il popolo iniziò ad appassionarsi a questo gioco, che si diffuse a macchia d’olio in tutta la penisola, soprattutto Sicilia, Lazio, Toscana e Campania.
Nel corso dei secoli il gioco si è evoluto ed è arrivato fino ai giorni nostri, con regole che sono state solo leggermente modificate. Dopo questo piccolo viaggio nel tempo, ecco come si gioca alla zecchinetta.
Le regole della zecchinetta
Il gioco prevede la presenza di 2 giocatori in su e si pratica con un mazzo di 40 carte italiane. Viene stabilito il mazziere iniziale per la prima mano che fissa i limiti minimi e massimi per la puntata. Dopo aver mischiato il mazzo e fatto tagliare, colloca sul tavolo tre carte scoperte: le prime due per i giocatori e l’altra per sé.
A questo punto i partecipanti fanno le loro puntate sulle successive carte del mazzo, che vengono mostrate una alla volta dal mazziere.
Se la carta mostrata ha lo stesso valore di quella del mazziere, ogni giocatore vince la cifra che ha puntato. Diversamente, se la carta mostrata ha lo stesso valore di quelle dei giocatori, allora il mazziere vince tutte le puntate.
E se la carta mostrata ha un valore diverso da tutte le altre carte in gioco? In tal caso viene posta dal mazziere accanto a quelle in gioco e anche su di essa si possono effettuare altre puntate. Tutte le puntate fatte sulle carte non ancora estratte restano in gioco.
Una volta che sono finite le carte il mazziere passa il banco al giocatore alla sua destra, che diventa a sua volta mazziere.
Curiosità sulla zecchinetta
Zecchinetta è una parola piuttosto orecchiabile, tant’è vero che è diventato un soprannome abbastanza diffuso negli ambienti cinematografici e non solo.
Nel libro “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, scritto nel 1961, uno dei personaggi principali viene soprannominato proprio “Zecchinetta” poiché era amante di questa tipologia di gioco. Nell’omonimo film del 1968, ispirato proprio al romanzo, il personaggio di Zecchinetta è stato interpretato da Tano Cimarosa. Ironia della sorte dopo quel film l’attore fu soprannominato Tano Zecchinetta, proprio perché amava praticare questo gioco con gli amici per ore intere.
Il soprannome “Zecchinetta” compare anche nella serie tv “Gomorra” e viene affibbiato ad uno degli uomini più vicini a Pietro Savastano, il capo del clan nella fiction.
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